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Biuro Prasowe Kategoria: Capitolo delle stuoie
Opublikowano: 07 kwiecień 2014 Odsłony: 565
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Che cos'è la nuova evangelizzazione?

E' un’insieme di mezzi, azioni e atteggiamenti utili a porre il Vangelo in dialogo attivo con la società moderna. E` anche lo sforzo di inculturare il Vangelo nella situazione attuale delle culture del nostro Continente (Documento di Santo Domingo, n. 24).

  • Soggetto: tutta la comunità
  • Compito: suscitare adesione personale a Gesù Cristo e alla Chiesa...
  • Contenuto: è Gesù Cristo, Vangelo del Padre. Usando le parole di Paolo VI (EN 22): evangelizzare è annunziare il nome, l'insegnamento, la vita, le promessi, il regno, il mistero di Gesù di Nazaret, Figlio di Dio"
  • Metodologia: “Nuova nel suo ardore, nei suoi metodi e nella sua espressione"... (SD 28) “Sento venuto il momento di impegnare tutte le forze ecclesiali per la nuova evangelizzazione e per la missione ad gentes. Nessun credente in Cristo, nessuna istituzione della Chiesa può sottrarsi a questo dovere supremo: annunziare Cristo a tutti i popoli" (RM 3) Vedo albeggiare una nuova epoca missionaria... se tutti i cristiani... risponderanno con generosità e santità agli appelli e sfide del nostro tempo" (RM 92).

"[...] Non abbiate paura! APRITE, anzi, SPALANCATE le PORTE A CRISTO! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa "cosa è dentro l’uomo". Solo lui lo sa! Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna. [...]"

Papa Giovanni Paolo II - estratto dell'omelia pronunciata domenica 22 ottobre 1978

 

La nuova evangelizzazione «dall’utopia alla scienza».
La lettera Ubicumque et semper di Benedetto XVI

La «nuova evangelizzazione», proclamata ormai da qualche decennio, non può pero ridursi a uno slogan. Non è una semplice tecnica. Non nasce all’esterno della Chiesa ma «al suo interno» (ibid.), dove presuppone «un continuo passare, per così dire, da evangelizzata ad evangelizzatrice» (ibid.). Benedetto XVI invita a rileggere un lungo brano dell’esortazione apostolica postsinodale Christifideles Laici, del 1988, di Giovanni Paolo II: «Interi paesi e nazioni, dove la religione e la vita cristiana erano un tempo quanto mai fiorenti e capaci di dar origine a comunità di fede viva e operosa, sono ora messi a dura prova, e talvolta sono persino radicalmente trasformati, dal continuo diffondersi dell’indifferentismo, del secolarismo e dell’ateismo. Si tratta, in particolare, dei paesi e delle nazioni del cosiddetto Primo Mondo, nel quale il benessere economico e il consumismo, anche se frammisti a paurose situazioni di povertà e di miseria, ispirano e sostengono una vita vissuta “come se Dio non esistesse”. Ora l’indifferenza religiosa e la totale insignificanza pratica di Dio per i problemi anche gravi della vita non sono meno preoccupanti ed eversivi rispetto all’ateismo dichiarato. E anche la fede cristiana, se pure sopravvive in alcune sue manifestazioni tradizionali e ritualistiche, tende ad essere sradicata dai momenti più significativi dell’esistenza, quali sono i momenti del nascere, del soffrire e del morire. [...] In altre regioni o nazioni, invece, si conservano tuttora molto vive tradizioni di pietà e di religiosità popolare cristiana; ma questo patrimonio morale e spirituale rischia oggi d’essere disperso sotto l’impatto di molteplici processi, tra i quali emergono la secolarizzazione e la diffusione delle sette. Solo una nuova evangelizzazione può assicurare la crescita di una fede limpida e profonda, capace di fare di queste tradizioni una forza di autentica libertà. Certamente urge dovunque rifare il tessuto cristiano della società umana. Ma la condizione è che si rifaccia il tessuto cristiano delle stesse comunità ecclesiali che vivono in questi paesi e in queste nazioni» (Giovanni Paolo II 1988, n. 34, cit. in Benedetto XVI 2010).

Al «fenomeno della secolarizzazione» (ibid.) Benedetto XVI intende ora rispondere dando un rinnovato slancio alla nuova evangelizzazione, rettamente intesa. Certo, anche in Occidente non tutti i Paesi sono nelle stesse condizioni. In alcuni «la pratica cristiana manifesta ancora una buona vitalità e un profondo radicamento nell’animo di intere popolazioni; in altre regioni, invece, si nota una più chiara presa di distanza della società nel suo insieme dalla fede, con un tessuto ecclesiale più debole, anche se non privo di elementi di vivacità, che lo Spirito Santo non manca di suscitare; conosciamo poi, purtroppo, delle zone che appaiono pressoché completamente scristianizzate, in cui la luce della fede è affidata alla testimonianza di piccole comunità: queste terre, che avrebbero bisogno di un rinnovato primo annuncio del Vangelo, appaiono essere particolarmente refrattarie a molti aspetti del messaggio cristiano» (ibid.). Benedetto XVI non fa nomi, ma i dati sociologici mostrano che la Polonia è in condizioni migliori dell’Italia, la quale a sua volta è assai meno «secolarizzata» della Francia.

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RIPORTARE CRISTO ALL’UOMO DI OGGI  

SINODO 2012 - Un Sinodo per la Nuova Evangelizzazione nel 2012: è l’importante annuncio fatto, ieri, da Benedetto XVI al termine della Messa, che ha chiuso il Sinodo per il Medio Oriente. Il Papa ha ribadito l’“urgente bisogno” di una nuova evangelizzazione soprattutto “nei Paesi di antica cristianizzazione”. Alessandro Gisotti ha chiesto all’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del neonato dicastero per la “Nuova Evangelizzazione” di raccontare con quali sentimenti ha accolto la notizia:  

R. – Un duplice sentimento. Innanzitutto, una grande meraviglia, un grande stupore per la rilevanza che il Papa riserva a questo tema che diventa sempre più importante come nota stessa del suo Pontificato. Quindi, una meraviglia unita a un senso di profonda gioia nel sapere che il Papa, oltre ad avere istituito poche settimane fa il nuovo Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, adesso pensi anche a coinvolgere tutto quanto l’episcopato nel mondo per il Sinodo del 2012. E’ inevitabile, insieme a questo, anche una profonda responsabilità. Noi stiamo nascendo adesso come Pontificio Consiglio e il 2012 è dietro l’angolo. E’ inevitabile che il peso più grande sarà portato dalla Segreteria del Sinodo; ciò non toglie che, proprio per la natura stessa dei contenuti che verranno trattati, questo Pontificio Consiglio sarà direttamente coinvolto. (25/10/2010)

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