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Biuro Prasowe Kategoria: Capitolo delle stuoie
Opublikowano: 07 kwiecień 2014 Odsłony: 566
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L’Ordine è una comunità viva, esposta ai cambiamenti, non tanto circa l’identità quanto piuttosto alle nuove forme di vivere i valori in ogni epoca. I Frati Minori Cappuccini, fraternità che proviene da San Francesco, esiste dai secoli. Cambia il mondo e cambia anche l’uomo che ci vive dentro. É sempre saggio porci questa domanda: Che cosa dice lo Spirito alla Chiesa oggi? E più concretamente, quali sono le sfide che Dio mette davanti ai Cappuccini del XXI secolo?

Il Capitolo delle Stuoie, che si svolgerà dal 7 al 9 settembre 2011 a Cracovia, è un tentativo di aprirci, in modo personale, alla conversione e all'ascolto della Parola del Signore per poter andare ad annunciare Buona Novella al prossimo. Il tema “Signore, aumenta la nostra fede” indica la metodologia e il dinamismo di vivere la fede. Prima abbiamo bisogno di attingere alla fonte, poi potremo dare da bere agli altri.

I nostri confratelli dell Europa dell'Ovest hanno analizzato attentamente la situazione del mondo in cui viviamo, e hanno organizzato un symposium sulla secolarizzazione a Madrid 2009. Ci é arrivata una triste constatazione che “sorella secolarizzazione e arrivata anche da noi”. Noi peró, crediamo profondamente che Dio nella potenza della sua Parola porta una risposta alle difficoltà del mondo di oggi.

Secolarizzazione, decristianizzazione e la crisi seria della fede sono realtá che coinvolgono la Chiesa, e anche il nostro Ordine. Siamo di fronte a una scelta, ad un bivio: o seguire le tendenze del mondo, che alla fine sta negando Dio, oppure in modo consapevole e deciso affrontare queste sfide aprendosi di nuovo allo Spirito del Vangelo – cosi come si nota nella vita di San Francesco.

La domanda fondamentale che ci poniamo preparando questo capitolo è la seguente: i processi di secolarizzazione, di scristianizzazione e la crisi di fede sono presenti all'interno della fraternità dei Cappuccini?

Abbiamo il desiderio di risvegliare la nostra fede. Vediamo che le forme di devozione tradizionale risultano insufficienti di fronte alle difficoltà dell'uomo di oggi, aggrovigliato nella pop - cultura secolarizzata. Dopo il Concilio Vaticano II lo Spirito Santo ha manifestato tanti impulsi, che ravvivano il Corpo di Gesù Cristo con la freschezza del Vangelo, l’entusiasmo della fede vissuta e la richezza della sua trasmissione. I nuovi movimenti sono un dono per la Chiesa, e anche per i Cappuccini. Rimane una domanda aperta: come conciliare il carisma “antico” e quello “nuovo” che Spirito Santo sta diffondendo nella Chiesa? Quando guardiamo a San Francesco, vediamo che lui fu carismatico, fu aperto all'azione dello Spirito, ha saputo discerenere nel suo tempo. Come é stata preziosa l’esperienza di Francesco per la Chiesa di allora e per le comunità religiose del suo tempo, cosí dovrebbe essere vitale anche oggi per la Chiesa l’esperienza dei nuovi movimenti.

Benedetto XVI nella veglia di Pentecoste 2007 ha invitato i laici a condividere la loro espereinza nell'annuncio del vangelo, e come questo si sia incarnato in una nuova evangelizzazione. Ispirandoci a questo atteggiamento del Papa, durante il nostro capitolo, oltre alle testimonianze dei nostri frati, vogliamo ascoltare anche alcune vive voci di testimoni di evangelizzazione nella Chiesa.

Il Capitolo delle stuoie vuole essere un modo concreto per vivere e testimoniare la nostra fede non soltanto in teoria, per esempio un symposium, “parlando di, o ascoltando qualcosa sulla” evangelizzazione. Vorremmo vivere personalmente questa esperienza di evangelizzazione, dove i primi destinatari siamo prorpio noi stessi. “Il più delle volte vorremmo fosse il fratello a cambiare, dimenticandoci dell’invito di San Francesco a non pretendere che l’altro diventi un cristiano migliore” – ci ricorda nella sua Lettera sulla formazione Ministro generale. “Tutti i nostri tentativi di cambiare gli altri sono tempo perso! (…) Il solo terreno dove siamo certi sia possibile compiere dei cambiamenti è il nostro!” Forse di questa nostra esperienza possono approfittare anche gli altri. (vedi Mauro Jöhri OFMCap, Alzati e cammina, Lettera circolare 8,11-12).

Benché al tempo di San Francesco la Parola di Dio non fosse annuciata cosí apertamente, le scelte fondamentali della sua vita poggianno proprio su di Essa. Chiede di aprire il Vangelo e desidera vivere ció che ascolta. E questo è quel “carisma antico”! Vogliamo fare un passo nella fede e ascoltare insieme la Parola, per far dipendere da essa la nostra vita di oggi. Questo capitolo vorrebbe donarci il gusto della Parola di Dio, attingere lo Spirito del Signore Risorto. Abbiamo bisogno di riconoscere la nostra debolezza, il nostro peccato, le nostre perplessitá – e questo é il punto di partenza. Il secondo passo è il desiderio di entrare nella conversione e invocare lo Spirito Santo. Solo chi vive nello Spirito di Dio può servire efficacemente la Chiesa con la testimonianza della propria vita e della predicazione.

Sembra che l’unica risposta corretta alla secolarizzazione, alla scristianizzazione e alla crisi di fede sia prorpio la nuova evangelizzazione. Nuova quanto a fervore, quanto a metodo e a modalità. Crediamo che il Capitolo delle Stuoie “Signore aumenta la nostra fede”! sia una esperienza del soffio dello Spirito, che permette a noi stessi entrare nella conversione, per annunciare con nuovo zelo il Signore crocifisso e risorto!

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