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Biuro Prasowe Kategoria: Statuto
Opublikowano: 17 luty 2014 Odsłony: 773
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S T A T U T O
DELLA CONFERENZA DEI FRATI CAPUCCINI
DELL’EUROPA CENTRO - ORIENTALE


CECOC (CONFERENTIA EUROPAE CENTRO-ORIENTALIS OFMCAP)

1    Nome e composizione della Conferenza

La CECOC (Conferenza dell’Europa Centro-Orientale) è costituita dalle seguenti circoscrizioni:
Bohemo-Morava (Ceská Republika – PR), Cracoviensis (Polska – PR), Croatica (Hrvatska – PR), Slovacha (Slovensko – PR), Slovenica (Slovenija – PR), Varsaviensis (Polska – PR), Bielorussica (Belarus – VP), Ucraina (Ukraina – VP), Dacoromana (Romania – CU), Sophiæ et Philippopolis (Bulgaria – CU), Suetica (Sverige – CU). I superiori maggiori di queste circoscrizioni partecipano alla Conferenza con diritto di voce attiva e passiva.
Sono parte della Conferenza anche le seguenti strutture:
Hungarica (Magyar Köztársaság – DP), Albania (Albania – RE), Latvija (Latvija – RE), Lietuva (Lietuva – RE), Voronoesh (Rossiya – RE) e Islanda (Island – RE).
I superiori delegati e i superiori di queste strutture partecipano alla Conferenza come uditori.

2    Finalità della Conferenza

La CECOC attua le finalità indicate dalle Costituzioni al n. 131,1.
2.1 Svolge i compiti che le sono affidati dal nostro diritto proprio e dal Ministro generale;
2.2 Promuove ed estende la collaborazione fra le circoscrizioni dell'Ordine nel territorio della Conferenza e – per quanto è possibile - con le Conferenze episcopali e le Unioni dei Superiori e delle Superiore maggiori ivi presenti;
2.3 Tratta i problemi che riguardano la vita e l’attività dell’Ordine all’interno della Conferenza;
2.4 Ha cura del bene comune dell’Ordine;
2.5 Propone norme speciali che vengono approvate secondo il n. 4.7 di questo Statuto.
2.6 Incrementa la solidarietà fra le circoscrizioni cappuccine della Conferenza e dell’Ordine intero e aiuta i frati a vivere la propria vocazione francescana come cappuccini, sviluppando forme di testimonianza adatte ai tempi come segno profetico per il rinnovamento della vita cristiana e per la promozione della pace, della giustizia e della salvaguardia del creato;
2.7 Promuove la realizzazione del nostro carisma nelle mutate condizioni sociali e religiose dell’Europa, tenendo presenti le specifiche esigenze che risultano dalle differenti circostanze di cultura, di lingua e di storia delle singole regioni;
2.8 Intraprende iniziative comuni ed eventualmente crea e sostiene le istituzioni necessarie per tali iniziative.
2.9 Promuove lo scambio di frati fra le differenti circoscrizioni dell'Ordine.

3    Organizzazione della Conferenza

3.1 La Conferenza si riunisce in Assemblea generale due volte all’anno. I membri della Conferenza con diritto di voto sono i superiori maggiori delle circoscrizioni dell'Ordine che appartengono alla Conferenza. Se il superiore maggiore è impedito, sarà rappresentato dal suo vicario o, per motivo ragionevole, da un altro definitore da lui designato. In questo caso il rappresentante ha diritto di voto.
3.2 La Conferenza può invitare in modo permanente o in modo occasionale altri frati delle circoscrizioni membri della Conferenza, i quali tuttavia non hanno diritto di voto.
3.3 Ai lavori della Conferenza vengono invitati, come ospiti, rappresentanti di altre Conferenze, specialmente di quelle vicine.
3.4 Per favorire la collaborazione nell’ambito di un territorio cha ha la stessa lingua le circoscrizioni interessate possono costituirsi come gruppo all’interno della Conferenza, in modo da organizzare più facilmente il lavoro comune. Tali gruppi hanno la possibilità di tenere proprie riunioni secondo le necessità.
3.5 La Conferenza ha i seguenti organi statutari: Presidente, Vicepresidente, Segretario, Commissioni.
3.5.1 Il Consiglio di Presidenza:
Il Presidente, il Vicepresidente e il Segretario formano insieme il Consiglio di Presidenza.
3.5.2 Il Presidente e il Vicepresidente:
- i membri della Conferenza tra i Superiori maggiori in carica, al loro interno, eleggono, secondo le norme del can. 119.1, il Presidente e il Vicepresidente per la durata di tre anni;
- se l’ufficio di Presidente si rende vacante durante il suo mandato, gli affari sono portati avanti dal Vicepresidente fino alla riunione seguente, nella quale poi verrà eletto un nuovo Presidente, fino alla scadenza del triennio in corso;
- se si rende vacante l’ufficio di Vicepresidente, nella riunione successiva viene eletto un nuovo Vicepresidente, fino alla scadenza del triennio in corso.
3.5.3 È compito del Presidente:
- rappresentare la Conferenza alle riunioni di tutto l’Ordine;
- riunire il Consiglio di Presidenza e presiederlo;
- convocare le riunioni della Conferenza e, insieme al Vicepresidente e al Segretario preparare e il relativo ordine del giorno;
- moderare le riunioni, a meno che egli stesso non affidi tale incarico ad un moderatore.
3.5.4 Il Vicepresidente rappresenta il Presidente quando questi è impedito e assume i compiti che gli vengono affidati dal Presidente, o che gli competono durante la sede vacante.
3.5.5 Il Segretario:
- è eletto dai membri della Conferenza, cioè dai Superiori maggiori, fra i professi di voti perpetui della regione della Conferenza:
- deve avere le conoscenze linguistiche necessarie per lo svolgimento del suo compito;
- il suo mandato dura tre anni e può essere ogni volta rinnovato per altri tre anni.
I Superiori maggiori delle singole regioni linguistiche nominano un aiuto Segretario per ciascuna di esse; egli è a disposizione del Segretario specialmente per i lavori di traduzione.
3.5.6 Il Segretario cura la Segreteria mediante i seguenti compiti:
- in accordo con il Presidente prepara le riunioni della Conferenza, ne stende il verbale ed espleta i compiti che gli vengono affidati, mantenendosi sempre in contatto con lui;
- cura, personalmente o mediante l’aiuto Segretario, le infrastrutture delle riunioni;
- per la riunione annuale invita i presidenti delle Commissioni a consegnare al Presidente della Conferenza una relazione sulla situazione dei lavori;
- coordina l’informazione nell’ambito della Conferenza;
- cura l’archivio della Conferenza;
- amministra la cassa (eccetto che la Conferenza non nomini un suo specifico economo), con la quale vengono sostenuti i lavori dell’amministrazione, e ne rende conto una volta l’anno.
3.5.7 Le Commissioni:
Spetta alla Conferenza decidere sulla formazione di commissioni in vista di qualche specifico compito, quindi di nominarne i membri e di eleggerne o farne eleggere il presidente. Quando la commissione ha terminato il suo lavoro, viene sciolta dalla Conferenza stessa.
3.5.8 Ogni commissione della Conferenza ha il diritto di riunirsi secondo le proprie necessità. Il modo di lavorare è stabilito dalla commissione stessa. In data da stabilirsi ogni commissione deve inviare al Presidente della Conferenza una relazione sullo stato del suo lavoro. Il Presidente può convocare alle riunioni della Conferenza anche i presidenti delle commissioni per dare relazione o essere consultati.

Case/Istituzioni

3.6 I responsabili delle case e delle istituzioni che sono a servizio di tutta la Conferenza, devono presentare al Presidente una relazione sullo stato delle attività una volta l’anno. Il Presidente della Conferenza è invitato a visitare queste case o istituzioni una volta all’anno o personalmente o attraverso un suo delegato, designato fra i Superiori maggiori della Conferenza.

Altri compiti

3.7 La Conferenza a tempo opportuno deve discutere e preparare proposte per i temi da presentare al Capitolo generale e per la rappresentanza nella commissione preparatoria (cfr Ordo Capituli generalis celebrandi, art. 50 §2 e art. 51 §1, §2a).
3.8 Ogni volta che viene convocato un Consiglio Plenario dell’Ordine, la Conferenza a tempo opportuno deve stabilire le modalità per la scelta dei propri delegati (cfr Cost 123,4).

4.    Modo di lavorare della Conferenza

4.1 Ogni anno tutti i membri della Conferenza si incontrano per una riunione ordinaria e, se necessario, per una seconda riunione straordinaria.
4.2 Le riunioni ordinarie e straordinarie saranno convocate previo accordo preso nella riunione ordinaria precedente o, in casi urgenti per quella straordinaria, per iniziativa del Consiglio di Presidenza.
4.3 Le riunioni della Conferenza si tengono nel luogo stabilito dal Consiglio di Presidenza. Tale luogo deve essere reso noto almeno quattro mesi prima della riunione.
4.4 Alle riunioni partecipa, secondo le possibilità, il Definitore generale incaricato per il territorio della Conferenza.
4.5 La lingua ufficiale di comunicazione è l’italiano. La lista dei temi da trattare nelle riunioni, gli atti della Conferenza e delle Commissioni come gli altri importanti documenti della Conferenza vengono redatti dal Segretario.
4.6 È auspicabile che la Conferenza si riunisca a rotazione nelle diverse circoscrizioni, tenuto conto del criterio della funzionalità per il buon esito della riunione.
4.7 Le decisioni che obbligano tutta la Conferenza richiedono la presenza di tutti i membri che hanno diritto di voto o del loro rappresentante. Per essere approvate occorre la maggioranza dei due terzi. Perché poi abbiano forza giuridica è necessario che ricevano la conferma da parte dei Superiori maggiori delle singole circoscrizioni con il consenso dei loro Definitorii come pure di quella del Ministro generale col consenso del suo Definitorio (Cost 131,3). Per tutte le altre votazioni valgono le regole del can. 119,2°.
4.8 Nelle riunioni deve essere riservato un tempo conveniente per il lavoro dei gruppi di cui al n. 3.4. Tali gruppi devono informare l’Assemblea circa i loro specifici problemi e le relative soluzioni.
4.9 I costi dei viaggi per le riunioni sono a carico di ogni membro. Le altre spese vengono suddivise in uguale quota fra i singoli membri della Conferenza, anche se essi non sono presenti alla riunione.
4.10 Il contributo annuale di ogni circoscrizione è stabilito in base al preventivo che è presentato dal Segretariato e approvato dall’Assemblea.

5    Entrata in vigore e cambiamento dello Statuto

5.1 Il presente Statuto, approvato dalla Conferenza CECOC, entra in vigore il giorno della conferma del Ministro generale con il consenso del suo Definitorio.
5.2 La Conferenza riunita in Assemblea generale può abrogare, integrare o modificare le singole norme dello Statuto avuta la maggioranza dei due terzi dei membri presenti aventi diritto di voto. I cambiamenti necessitano dell’approvazione del Ministro generale con il consenso del suo Definitorio. I cambiamenti approvati diventano parte integrante dello Statuto.
5.3 Il presente Statuto è pubblicato in lingua italiana.
5.4 Lo Statuto può essere interamente abrogato soltanto dal Ministro generale con il consenso del suo Definitorio.

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